Badia di Mejulano

Monastero Benedettino ricordato già nel 1018 in un cartulario della chiesa Teramana

In contrada Porcina ai tempi di Roma sorgeva un tempio dedicato alla Dea Flora. Giunsero i Benedettini, distrussero il tempio e vi costruirono un Monastero. Nel 1497 il Monastero passò ai Celestini e fu elevato all’onore di Badia.

Le facciate sono in laterizio decorate con elementi di ispirazione gotica, nella parte sinistra della facciata principale vi è un corpo più elevato che anticamente costituiva la facciata della chiesa del monastero. All’interno dell’abbazia vi è un chiosco in stile romanico con i porticati che culminano con volte a vela.

La Badia fu utilizzata come campo profughi durante la Grande Guerra, mentre fu utilizzata come campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale. Solo a partire dagli anni Novanta è stato possibile, con lavori di restauro, riportare tale luogo al suo antico splendore, restituendogli anche il valore culturale che merita. Oggi è sede di un liceo Scientifico.

Ti potrebbe interessare anche

Skip to content